Palermo

Palermo: B&B Palazzo Reale

“Il primo nucleo della città” di Palermo “fu fondato intorno all’VIII-VII secolo a.C. da mercanti fenici, come approdo commerciale, sul promontorio di roccia che si affacciava sul mare, al centro della Conca d’Oro. L’altura era fiancheggiata da due corsi d’acqua: il torrente Papireto a settentrione e il Kemonia a meridione…I due torrenti percorrevano due tratti convergenti, avvicinandosi all’inizio dell’altura (piazza Indipendenza), per poi divergere, circondandola e formando i due bracci di un’ampia insenatura naturale che divenne il porto della città. La struttura urbana era formata da un nucleo più antico, paleopoli e da un impianto più recente (VI secolo a.C.), detto neapoli…La paleopoli o città alta è stata identificata nella parte più alta e riparata della propaggine rocciosa, corrispondente all’area oggi occupata dal Palazzo Reale, dalla caserma Bonsignore e dal Palazzo Arcivescovile; la neapoli…coinciderebbe con l’attuale quartiere Cassaro, dalla Cattedrale alla via Roma” seguendo l’attuale Corso Vittorio Emanuele di Palermo, “dove giungeva il litorale marino. Proprio la posizione favorevole dell’attracco valse alla città il nome greco di <Panormos>, tutto porto.

Il nucleo più antico” dell’allora centro storico di Palermo “era cinto da possenti mura, il cui tracciato corrisponde alle medievali via del Pellegrino, via Gioeni, via Candelai, salita delle Vergini, via Schioppettieri e via Biscottai. Lungo le mura si aprivano quattro porte, una per ogni fronte…La paleopoli aveva funzioni direzionali e vi erano impiantati edifici pubblici; nella neapoli si estendeva un fitto tessuto edilizio suddiviso in insule e percorso da est a ovest da un asse viario principale, il cui tracciato si è mantenuto nell’andamento dell’odierna via Vittorio Emanuele…A occidente si estendeva una vasta necropoli delimitata dalle vie Pindemonte, Cappuccini, Cuba e da Piazza Indipendenza

L’antico assetto urbano si mantenne sino al IX secolo d.C. quando, con la conquista musulmana, Palermo divenne sede di un emirato. I nuovi conquistatori dotarono la città di edifici direzionali e residenziali per la nobiltà, erigendo un grandioso complesso…ed una moschea…nel luogo in cui oggi sorge la Cattedrale…Nella zona del porto” di Palermo “sorsero magazzini, cantieri e l’arsenale…a nord della bassura del Papireto si formò il popoloso quartiere degli Schiavoni…A meridione, oltre l’ampia ansa del torrente Kemonia, sorse il quartiere della Moschitta…e quello dei Lattarini…vicino al mare sorse nel 937 la cittadella fortificata della Kalsa…Le antiche porte della città punica vennero mantenute…L’insieme dei quartieri, il Rabad (borgo), venne cinto da mura nell’XI secolo, delineando uno spazio urbano che rimase inalterato per molti secoli…

Con la nuova dominazione normanna…Palermo si arricchì di palazzi e di chiese, per il ritrovato culto cristiano; il castello della Galca divenne la sfarzosa dimora dei re normanni e al posto della grande moschea prese corpo la chiesa Cattedrale…L’ambito urbano non subì alcun sostanziale mutamento, ma si arricchì di edifici regali e fastosi monumenti: la nuova Cattedrale, il Palazzo dei re normanni, chiese e opifici reali…La città” di Palermo “era suddivisa in quartieri…di cui il più popoloso era il quartiere latino del Cassaro…

Nel corso del XIII secolo il patrimonio edilizio della città” di Palermo “era costituito, oltre che dalle case d’abitazione, da piccole chiese e da alcuni complessi ecclesiastici…A partire dal terzo trentennio del XIV secolo…incrementarono il sorgere di edifici civili e di residenze urbane…Palermo risultava costituita da cinque grandi quartieri, ormai collegati ed integrati tra loro dall’intreccio delle strade: al centro era il Cassaro; a settentrione il Seralcadio…a meridione era l’Albergheria…vicino al mare era la Kalsa, collegata ai quartieri centrali dalla via Alloro; e infine era il rione di Porta Patitelli che comprendeva tutti i quartieri centrali dai Lattarini alla Cala…Le architetture del periodo furono rielaborazioni semplici delle gloriose architetture normanne…Nel ‘300 sorsero in città due grandiose residenze aristocratiche: il palazzo dei Chiaramonte, vicino al mare della Kalsa, e il palazzo degli Sclafani, in prossimità del Palazzo Reale…furono innalzati i grandi complessi di S.Domenico, S. Caterina, S.Agostino e S. Chiara.

Durante i secoli XV e XVI Palermo fu legata al regno aragonese…La città…si organizzava in base a nuove norme…Arterie ortogonali e diritte vie tagliarono i quartieri medievali determinando nuovi allineamenti. E’ il caso della via Porta di Termini (odierna via Garibaldi), della via Vetriera, del piano della Cattedrale…Tra le nuovi costruzioni sono da annoverare le numerose chiese costruite…concentrate soprattutto nelle zone mercantili a ridosso del porto della Cala…

Quando nel 1516 la corona di Spagna passò a Carlo V, Palermo divenne capitale di un viceregno spagnolo…Dopo la Controriforma, accanto alle piccole chiese sorte per iniziativa delle Confraternite, cominciarono a sorgere i grandi complessi degli Ordini religiosi…L’amministrazione cittadina, attraverso grandi riforme urbanistiche, cambiò il volume di una città che aveva mantenuto fino ad allora un taglio medievale…Il Cassaro (via Vittorio Emanuele) venne rettificato e prolungato fino al mare, dove venne aperta Porta Felice e sistemata la passeggiata alla Marina…nel mercato della Vucciria fu completata la piazza, venne aperta piazza Garraffaello e allargata via dei Cassari fino alla Cala…Altre opere di grande impegno sociale furono: la costruzione del molo nord del nuovo porto…e la bonifica delle zone paludose e alluvionali del Papireto e del Kemonia, che vennero deviati ed interrati, consentendo…lo sfruttamento edilizio della zona alta del Capo e…l’impianto della nuova strada “dei Tedeschi” (via porta di Castro).

Il ‘600 fu per Palermo un secolo di grandi contrasti…Tuttavia è in questo secolo che la città assume l’aspetto di una magnifica capitale. Le vicende costruttive del ‘500 avevano completamente rinnovato la città e l’avevano resa pronta ad accogliere, in una trama moderna, la grande esplosione del barocco…La grande stagione edilizia si apriva con la costruzione, tra il 1600 e il 1631, dei Quattro Canti, grandiosa macchina teatrale in muratura, che definiva il centro fisico e monumentale della città” di Palermo. “Questa venne suddivisa in quattro quartieri o Mandamenti, ciascuno dei quali prese il nome dal monumento più insigne fu posto sotto la protezione di una santa palermitana. La città venne così distribuita: a nord-ovest il mandamento Monte di Pietà, già Capo, dedicato a S.Ninfa; a nord-est il mandamento Castellammare, già Loggia, dedicato a S.Oliva; a sud-est il mandamento Tribunali, già Kalsa, dedicato S.Agata; a sud-ovest, il mandamento Palazzo Reale, già Albergheria, dedicato a S.Cristina. A ogni cantone di piazza Villena, punto di convergenza dei monumenti, furono apposte le statue delle sante protettrici. Da qui si diramavano gli assi viari monumentali in cui il ceto aristocratico e gli Ordini religiosi più potenti edificarono i propri edifici…

Nel corso del XVIII secolo Palermo fu per breve periodo sotto il regno sabaudo (1713-1718); quindi fu dominio della corona austriaca (1720-1734) per tornare nelle mani dei Borbone con Carlo III, re di Napoli e di Sicilia. Nel 1759 Carlo ritornava in Spagna lasciando al figlio Ferdinando il trono di un regno autonomo…Quasi tutti i palazzi aristocratici furono rinnovati nella decorazione , sia interna che esterna…Nell’ultimo trentennio del secolo sorsero attrezzature di grande interesse per la vita sociale e culturale della città: intorno alla metà del secolo venne costruito l’Albergo dei Poveri, sullo stradone per Monreale…fu sistemata la Villa Giulia all’estremità meridionale della passeggiata alla Marina e…il terreno limitrofo fu utilizzato per l’Orto Botanico…nel 1791 venne fondato un Osservatorio astronomico nel Palazzo Reale…A partire dal 1754 ebbe inizio lo smantellamento dei bastioni cinquecenteschi della cinta muraria…ma la maggiore svolta in campo urbano si deve allo sviluppo edilizio extra-moenia con il prolungamento della via Maqueda verso nord (via Ruggero Settimo)…

Dopo i gravi danni provocati dal terremoto del 1823, durante i moti rivoluzionari del 1848 furono distrutte molte statue e giardini che ornavano la città. Incendi e distruzioni continuarono nel 1860 in seguito ai bombardamenti borbonici contro i garibaldini che interessarono tutti gli edifici del piano della Cattedrale, alcuni palazzi e chiese del Cassaro, poi ribattezzato corso Vittorio Emanuele, via Maqueda e gran parte dei quartieri mercantili, come la Vucciria e l’Albergheria. Dopo l’unità d’Italia Palermo…si era notevolmente ingrandita al di fuori delle mura cinquecentesche, mentre al suo interno non vi erano state sostanziali modifiche. Nell’ultimo trentennio del secolo furono elaborati alcuni programmi di risanamento dei quartieri popolari che procurarono un grave danno al patrimonio edilizio con la creazione di nuovi grandi arterie…Un nuovo interesse verso le attrezzature sociali portò alla costruzione di scuole, mercati coperti e soprattutto teatri; uno di questi, il Teatro Massimo, fu costruito proprio ai margini della città storica…

Ancora sventramenti e diradamenti nell’edilizia caratterizzarono i primi trent’anni del ‘900…La peggiore offensiva al patrimonio artistico e storico della città avvenne con i ripetuti bombardamenti alleati nel 1943, durante la seconda guerra mondiale. Furono completamente distrutti 15 complessi monumentali, semidistrutti, o ridotti in gravissimo stato, altri 21 complessi edilizi e danneggiati gravemente 75 tra chiese e palazzi nobiliari…Un piano di ricostruzione, varato nel 1947, consentì di rimarginare le ferite più gravi dei principali monumenti, mentre interi rioni restavano desolatamente abbandonati…Mentre esplodeva (nei primi anni 60) il <boom> edilizio nelle zone periferiche, ancora per altri vent’anni, il centro antico rimase abbandonato…Un generale risveglio d’interesse per il centro antico della città” di Palermo “si è avuto a partire dagli anni ’80; nel 1893 è stato elaborato un primo piano-programma e nel 1989 è stato consegnato al Comune il Piano particolareggiato esecutivo per il recupero e la conservazione del patrimonio edilizio esistente, approvato nel 1993…Il cammino, lento e laborioso, verso il completo recupero è ormai avviato.”

(Tratto da “Palermo la città ritrovata” – Adriana Chirco, 2005)