Corso Vittorio Emanuele

“Fin dalle sue origini più remote, la città "di Palermo" ebbe un asse viario principale che la percorreva interamente da occidente a oriente, fino al mare. La strada ebbe varie denominazioni e subì nel corso dei secoli, continui lavori di prolungamento e allineamento, mantenendo tuttavia sempre la medesima direzione. Tale asse è tuttora identificabile con la via Vittorio Emanuele, che i palermitani continuano a chiamare il <Cassaro> dal nome araba, al-Csar, <strada che conduce al castello> (palazzo dei Normanni).

Asse principale dell’antica Paleopoli e quindi della Neapoli, la strada ha visto svilupparsi intorno alla città punica, poi quella romana, quella medievale, quella rinascimentale, con le sue chiese ancora goticheggianti, e infine la città barocca. Il Cassaro” (l’attuale corso Vittorio Emanuele di Palermo) “diede il nome a tutto il nucleo più antico della città, divenuto quartiere a se stante durante la dominazione musulmana (X secolo). Gli Arabi chiamarono il Cassaro <simat al balat> cioè strada lastricata; dal Medioevo si mantenne la denominazione di <Strada marmorea> che indicava nel Cassaro l’unica via della città interamente ricoperta da pavimentazione in pietra.

Durante tutto il Medioevo, la strada fungeva da collegamento commerciale tra il centro direzionale (Palazzo Reale) e il mare, con un’interminabile allineamento di botteghe. Nel corso del XVI secolo l’arteria fu rettificata e ampliata più volte: nel 1567 fu aperta piazza Bologna; nel 1568 la strada fu prolungata fino alla chiesa di S.Maria di Portosalvo e fu intitolata al vicerè don Garsia di Toledo, e infine nel 1581 venne prolungata fino al mare, dove qualche anno prima era stata sistemata la strada della Marina. Nello stesso anno veniva costruita Porta Felice. Nel breve volgere di cinquant’anni l’asse principale della città” (di quello che è attualmente il centro storico di Palermo) diveniva un significativo segno urbano, sottolineato ai due estremi da porte monumentali e caratterizzato da rilevanti episodi architettonici.

Fin dal Medioevo vi si affacciavano importanti monasteri, come il basiliano Ss. Salvatore; più tardi furono edificati il Collegio Massimo dei Gesuiti, il convento dei Teatini, la chiesa arciconfraternita di S.Matteo, nonché numerosi palazzi nobiliari…Nel 1600 avvenne l’inserimento ortogonale della via Maqueda; quest’ultima ebbe ben presto il sopravvento e determinò l’espansione della città lungo l’asse nord-sud.

Tuttavia il Cassaro” (l’attuale via Vittorio Emanuele di Palermo)  “continuò a essere l’asse portante della città anche in epoca barocca, quando venne detto <via Toledo>; vi si svolgevano le corse del Carnevale, le più importanti processioni e le parate…

Il Cassaro” (l’odierno corso Vittorio Emanuele del centro storico di Palermo) è stato sempre oggetto di particolare riguardo da parte delle amministrazioni cittadine; venivano emanate leggi che disponevano precise regole edilizie per i palazzi ivi costruiti o che prescrivevano l’adozione di particolari caratteristiche formali che rendessero gli stessi degni del decoro dell’arteria principale della città…Nel 1860 la strada fu intitolata a Vittorio Emanuele II e per tutto il XIX secolo vi si affacciavano i più rinomati caffè della città.”

(Tratto da “Palermo la città ritrovata” – Adriana Chirco, 2005)

Corso Vittorio Emanuele è raggiungibile in pochi minuti a piedi dal B&B Palazzo Reale: svoltando a sinistra e percorrendo Corso Calatafimi si giunge immediatamente a Porta Nuova, all'inizio della via.